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Il Rapporto di Lavoro in Agricoltura:
(Edizione Buffetti)

INTRODUZIONE

Decidere di occuparsi di lavoro agricolo mi offre la possibilità di approfondire un argomento che tutti noi non dovremmo trascurare, se vogliamo veramente contribuire a migliorare sia qualitativamente che quantitativamente buona parte dell'economia nazionale.

Prima di iniziare una dsamina del problema lavoro in agricoltura, ritengo indispensabile spiegare come si è giunti all'attuale normativa, in modo da poter meglio comprendere quanto poco ci si è fino ad ora adoperati per cercare di migliorare la situazione alquanto caotica determinatasi nel mercato del lavoro agricolo.

Nel 1993 il Legislatore ha finalmente capito, dopo circa venti anni, che il mercato del lavoro agricolo non poteva  più continuare ad essere regolamentato  avendo palesemente risentito del tempo trascorso.

Si era perciò resa necessaria una maggiore armonizzazione del lavoro agricolo con l'ordinario mercato del lavoro, di cui si era parzialmente fatto interprete il D.L. n.1 del 1993, nella parte in cui prendeva l'ampliamento delle qualifiche oggetto di richiesta normativa, che sarebbero avvenute tramite Decreto del Ministero del Lavoro, sentito il parere della Commissione Provinciale per il collocamento in agricoltura.

La vera svolta nel campo del lavoro agricolo si è avuta con il D.L. n.375 dell'11 agosto 1993, che ha dato così attuazione all'art.3 , comma 1, lettera a) della legge n.421/1992, in merito alla razionalizzazione dei sistemi di accertamento delle prestazioni lavorative dei lavoratori agricoli.

Il D.L. n. 375/1993 modificava alcune norme relative al collocamento per quanto attiene ai lavoratori agricoli sperando di poter, in questo modo, fronteggiare, in maniera più efficace, la lotta all'evasione contributiva ed alla costituzione fittizzia di rapporti di lavoro che davano luogo, poi, alla erogazione di cospiqui trattamenti previdenziali.

Il contenuto del D.L. n.375/1993 è stato poi riportato in Decreti Legge più volte reiterati fino a quello del 2 aprile 1996, n.181 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 aprile 1996, finendo con il creare tanta confusione e poca chiarezza nei consulenti che si trovano a dover operare in un settore che nel campo del lavoro sembra essere più allo sbando.


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