INTRODUZIONE
Il 31 luglio 2003 è stato approvato, dal consiglio dei ministri, il decreto
attuativo della Legge n.30 del 14 febbraio 2003, meglio conosciuta come
riforma Biagi, che rappresenta per il mercato del lavoro italiano una novità
di portata storica.
Ispirandosi
alle indicazioni delineate a livello comunitario nell'ambito della cosiddetta
"Strategia Europea per la occupazione", si è voluto finalmente modernizzare,
"europeizzandolo", un mercato del lavoro ormai divenuto obsoleto per uno
Stato, come quello italiano, che intende essere protagonista in Europa.
Con una particolare attenzione alle esigenze di flessibilità
espresse da tempo dalle imprese, il Governo italiano ha predisposto una
riforma che intende funzionare da volano per le aree più sviluppate
del paese, e soprattutto offrire, a quelle meno sviluppate, l'opportunità
di una concreta svolta occupazionale con una politica di trasparenza
del mercato del lavoro e con la modularità dei rapporti di
lavoro.
Il D.Lgs. 276/2003, da un lato, ha modificato alcune tipologie contrattuali,
come ad esempio le collaborazioni coordinate e continuative ed i contratti
di formazione e lavoro, dall'altro, ha introdotto nuove formule contrattuali
chiare e definite come, ad esempio, il lavoro intermittente e lo
staff leasing.
Inoltre le modifiche al rapporto di lavoro part-time ed al lavoro ripartito, la
regolamentazione delle prestazioni occasionali e completa ristrutturazione
del contratto di apprendistato, fanno della L.30/2003 una norma innovativa
e speriamo foriera di maggiore occupazione qualificata.
E' chiaro che fino a quando tale provvedimento legislativo non entrerà
a regime potrà comportare alcuni scompensi, che si spera vengano
subito superati portando alla fine benefici sia per i lavoratori che per
le aziende e quindi per l'intero mercato del lavoro italiano.
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